Quando i nostri clienti acquistano dell’advertising sui nostri media, spesso ci segnalano, come pagina di destinazione, delle “Landing Page” costruite dalle loro “web agency” che, senza offesa, sono davvero tremende.
Facciamo un po’ di ordine, nella speranza che sia di utilità per qualcuno.

Gli obiettivi della Landing Page:

Hemmm, forse dovrei scrivere al singolare, l’obiettivo. Certo, perché in fondo è uno solo: portare l’utente a compilare un form ed entrare in contatto con noi.

Ok, allora se l’obiettivo è questo, ne conseguono delle semplici regole che spesso non vedo rispettate e non ne capisco il motivo.

Le regole per una buona Landing Page

# 1. Essere chiari e concisi

Creare un’esperienza visiva semplice. I visitatori dovrebbero essere in grado di identificare facilmente ciò che proponete e quali benefici possono trarne.

# 2. Eliminate distrazioni

Ricordate che l’obiettivo della “Landing page” è uno solo? Bene, allora eliminiamo tutti i link dalla pagina che possano distrarre il nostro visitatore. E’ assolutamente sbagliato pensare che inserendo 10-15 link, la Landing abbia più possibilità di convertire”.

# 3. Coerenza tra ADV e Landing

Se cerco su Google “master in design a Padova” e clicco su un annuncio, mi aspetto proprio di finire su una pagina che mi descrive un master in design a Padova (o al massimo nel Veneto).
In sostanza voglio dire che i click “si pesano”, non “si contano” (come pure i leads).
Per cui attrarre in modo ingannevole visitatori sulla nostra Landing è solo uno spreco di soldi.

# 4. Costruire la fiducia

Con l’avvento di AdWords molte imprese hanno smesso di investire sulla propria “immagine” (tanto ci pensa Google a vendere il nostro prodotto), dimenticandosi che le persone sono più propense a “convertire” quando si fidano un marchio. Su questo punto… il discorso sarebbe lunghissimo, ad ogni modo, nella nostra Landing ideale non dovrebbero mancare delle “testimonianze” ( ex allievi o docenti).

Il design che “converte”:

Da quando si è sviluppata la possibilità di fare degli A/B test, molti esperti sono riusciti ad identificare con estrema precisione gli elementi necessari in una pagina per massimizzare le conversioni.

Il mio “personal guru” è Peep Laja, di ConversionXL ma seguo con piacere anche Oli Gardner di Unbounce. Sono in tanti ad aver scritto cosa interessanti. Cercate “conversion centered design” e vi stupirete di quanta letteratura travate. Ad ogni modo, riassumendo, ecco le regole principali:

# 1. Incapsula

Il riferimento è al form che dovrebbe essere “incorniciato” per distinguersi bene dal resto della pagina.

# 2. Contrasti e Colori

La scelta dello schema cromatico è fondamentale. I colori stimolano risposte emotive, spingono l’attenzione nei punti in cui vogliamo attirarla.

# 3. Elementi di “direzione”

Utilizzando degli “elementi di direzione”, come le frecce o delle foto che includono delle linee (reali o immaginarie), possiamo spingere l’utente a guardare cosa vogliamo. Immaginiamo la foto di una persona che guarda verso il nostro form (o che lo indica con il dito).

# 4. Lo spazio “vuoto”

La pagina deve respirare, ed essere piena di… “niente”. Lo “spazio vuoto” serve ad ad attirare l’attenzione sulla “parte piena” (dove è presente il nostro contenuto vitale). Come si dice… “meno è meglio”.

# 5. Urgenza e scarsità

Ciò che viene presentato nella pagina non dovrebbe essere sempre disponibile. Molto meglio evidenziare qualcosa che ne limita la disponibilità (nel tempo o nel quantitativo). L’urgenza e/o la scarsità inducono il visitatore a decidere subito se agire.

# 6. Agisci tranquillamente

I nostri clienti tipici (le Scuole), puntano semplicemente alla compilazione di un form per richiedere “maggiori informazioni sul master”. Non siamo ancora nella fase di vendita, ed è un bel vantaggio da sfruttare. In sostanza, è utile trasmettere che “l’azione” è senza rischi, non impegnativa.

# 7. Prova sociale

I Torna utile inserire nella pagina degli elementi volti a sottolineare che “molti altri” hanno fatto la stessa scelta.

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Ok, dopo tante chiacchiere, un po’ di immagini di esempio:

conversion-centered-design-esempio

Ultima nota: anche se generalmente non puntiamo a “ben posizionare” sui motori le Landing Page, è necessario ugualmente osservare tutti i principali principi SEO della pagina.

Con qualche semplice tools online possiamo subito “vedere” se la vostra pagina è stata disegnata bene.

Con GTMetrix ad esempio possiamo misurare lo score assegnato sia da Google che da Yahoo.

Questa Landing, ad esempio, è stata costruita decisamente male (che sia chiaro, non siamo noi gli autori 🙂  ).

Pesa addirittura 4,4 mega. Una enormità! Vengono fatte ben 66 “request” al server.

 

Quest’altra è un po’ meglio (ma è ugualmente un disastro). 3 mega da scaricare (immaginate via cellulare il tempo necessario per il download) e 88 “request”.

 

Giusto per avere un termine di paragone, questo è lo score conseguito da una “nostra” Landing direttamente presente su MasterIN.it:

Il “peso” è poco più di 200 K e le request sono 16.

gtmetrix-score3

 

Altro tool di analisi che utlizziamo spesso è https://www.site-analyzer.com/ .

Anche in questo caso si possono avere molte informazioni per correggere errori di progettazione:

site-analyzer-1

 

site-analyzer-2

 

site-analyzer-3