Nel mese di aprile la nostra troupe di CareerTV.it ha partecipato in Germania al  job fair Connecticum, una fiera internazionale del settore formazione e lavoro per il reclutamento di studenti e laureati in ingegneria, economia ed IT.

Le finalità degli espositori spaziavano dal recruiting di neolaureati per progetti di tirocinio e opportunità professionali all’offerta formativa relativa a programmi master e di specializzazione post laurea.

La caratteristica stupefacente di questo salone è che vi fossero presenti ben 360 stand di aziende, a testimonianza di una partecipazione ed affluenza veramente considerevoli se paragonati alle cifre ben più modeste cui siamo abituati dai career day italiani. Va inoltre considerato che Connecticum è una fiera di settore, organizzata all’interno della facoltà di ingegneria e aperta, pertanto, prevalentemente a laureati in materie tecnico/scientifiche, peculiarità che rende ancor più interessanti i numeri della manifestazione. Per il resto, le dinamiche sono le stesse che scandiscono i job fair cui siamo abituati: incontro con i responsabili della selezione di aziende operanti nel settore dell’industria e dei servizi, seminari, etc.

Come spiegarsi, però, un tale dinamismo in un periodo non certo favorevole come quello attuale? Lo abbiamo chiesto a molti responsabile HR tedeschi e la risposta è stata unanime: le aziende migliori non smettono mai di “reperire talenti” e prediligono chi, fra i candidati, ha già all’attivo un’esperienza lavorativa all’estero, come pure stage e project work realizzati durante gli studi. Anche questo tipo di approccio è piuttosto insolito da riscontrare fra i nostri studenti e laureati che, generalmente, attendono la fine degli studi per iniziare a confrontarsi con il mondo del lavoro, probabilmente anche perché non incoraggiati dal sistema d’istruzione accademica esistente.

Il modello tedesco ci sembra, senza dubbio, un esempio positivo cui ispirarsi partendo dalle basi che abbiamo appena iniziato a costruire nel nostro paese.